Come smaltire cartucce: normativa sui rifiuti speciali pericolosi e non

La procedura smaltimento cartucce, sebbene si tratti di prodotti d’ordinaria amministrazione in qualunque ufficio, è un’operazione molto delicata che prevede, soprattutto per le imprese e i titolari di partita iva, molti obblighi da osservare. Quali sono e come eseguire lo smaltimento?

Procedura Smaltimento cartucce: quali passi seguire?

Come smaltire cartucce? Per rispondere a questa domanda dobbiamo prendere in esame il Testo Unico ambientale. È questo che definisce le varie tipologie di rifiuto. Le cartucce, come del resto i toner, non rientrano tra i rifiuti urbani comuni, fanno invece parte dei rifiuti speciali. Uno status da cui dipendono specifiche procedure di smaltimento.

Anche se a produrre il rifiuto è un privato, non è possibile gettarlo nei cassonetti tradizionali. Dovrà invece rivolgersi all’isola ecologica del proprio comune. Lo scenario è completamente differente qualora il rifiuto da ufficio provenga da un’impresa o da un titolare di partita iva.

Buttare Cartucce: Gestione rifiuti speciali per le imprese

La procedura smaltimento cartucce esaurite di imprese e titolari di p. iva, responsabili dello smaltimento, varia a seconda del tipo di rifiuto speciale. L’identificazione di quest’ultimo è un primo passaggio essenziale.

Va infatti compreso se il rifiuto speciale è classificabile come pericoloso o meno. Ciò dipende dal materiale utilizzato per la realizzazione della cartuccia o del toner. Va interpretato il codice CER, specificato dalla società produttrice della cartuccia o del toner, per capire se il rifiuto è pericoloso. In quest’ultimo caso sarà riportato un asterisco.

Se il rifiuto speciale è non pericoloso, andrà riposto in particolari contenitori ecologici denominati “ecobox”, che dovranno essere presenti in azienda. Almeno una volta ogni 12 mesi dovranno essere vuotati da parte di un’impresa qualificata nello smaltimento.

Se invece il rifiuto speciale risulta pericoloso, l’azienda dovrà rispondere a una serie articolata di obblighi. Non sono sufficienti gli ecobox, servirà un deposito ad accesso riservato.

Sono previsti inoltre il registro di carico e scarico nonché l’iscrizione al SISTRI. Un trasportatore qualificato dovrà ritirare i rifiuti e provvedere alla redazione del FIR. Spetta invece all’azienda la compilazione del modello unico di dichiarazione ambientale.

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